I contributi

a breve online la sintesi di tutte le sessioni di lavoro del III Incontro dei Futuristi Italiani

Sessione 5 - Mettere a terra gli esercizi di futuro

Antonio Furlanetto, Angela Gallo, Rocco Scolozzi, Gianluca Gambatesa

Lo strumento qualificante e distintivo per i futuristi, che si ispirano ai Futures Studies ed in particolare alla "Scuola dell'Anticipazione" di Trento, sono gli "esercizi di futuro". Roberto Poli ripete spesso nelle conferenze in cui è relatore: "Considero fallito un esercizio di futuro che non si traduca in azioni concrete nel presente". Facile a dirsi, difficile a farsi. Nella sessione "Mettere a terra gli esercizi i futuro" racconteranno la sfida nel concretizzare questo assioma: Angela Gallo, esperto nella misura e sviluppo delle competenze manageriali, Gianluca Gambatesa, giovane facilitatore certificato e formatore con una visione creativa e innovativa, e Rocco Scolozzi, ricercatore e futurista di professione, che insegna proprio i "metodi" dell'Anticipazione al Master in Previsione sociale dell'Università di Trento. Non basta che il metodo "funzioni" e sia solido dal punto di vista teorico, perché si devono tenere in considerazione anche le aspettative dei committenti, l'intangibilità dei concetti che noi futuristi maneggiamo forse con troppa disinvoltura e il "rumore" creato continuamente da tante informazioni vere e false sui futuri, sulla predittività e sulle previsioni con tanti miti (e le loro sirene) sulle tecnologie e sulle innovazioni.

Sessione 7 - La società distribuita

Carolina Facioni, Maria Teresa Gatti, Giulio Cremona, Massimo Pica Ciamarra, Maria Luisa Caringella

I lavori presentati hanno un filo conduttore comune: in tutti si evidenzia l’istanza di un rinnovamento dei criteri che guidano i policy maker, i decisori, di fronte alle nuove esigenze che emergono nella società contemporanea e, a maggior ragione, volendo operare in ottica anticipatoria di fronte agli scenari dei futuri possibili. 

Pica Ciamarra sottolinea come, nel progressivo aumento dell’urbanizzazione, in un mondo in cui la maggior parte della popolazione vivrà in città, ci sia una necessità di “civilizzare l’urbano”. Ai “non luoghi” di Marc Augé si debbono sostituire dei luoghi di condensazione sociale – e le istituzioni non sono, a suo parere, pronte a fare questo salto qualitativo.

L’intervento di Maria Teresa Gatti sottolinea, invece, come questo processo di urbanizzazione possa conoscere dei punti di crisi, considerando la contrazione (dal 2000) di alcune città per motivi di declino demografico e/o economico. La necessità di supportare la sostenibilità attraverso l’utilizzo delle tecnologie, attraverso modelli di lavoro smart e flessibile, organizzando le comunità locali in gruppi di produzione, acquisto, vendita, condivisione sono alcuni degli aspetti salienti considerati nell’intervento.

La presentazione di Maria Luisa Caringella parla di governance pubblico-privata a supporto del lavoro del futuro. Occorre sviluppare nuovi modelli a supporto dello sviluppo delle competenze. Il territorio deve essere la piattaforma creativa a supporto di questo sviluppo. Caringella parla della sua attività nel contesto degli enti locali (in particolare, in Puglia), legata al Progetto sulla prevenzione della criminalità attraverso la progettazione urbana (normativa UNI CEN/TR 14383 -2).

Il lavoro di Giulio Cremona è centrato sulle potenzialità della realtà virtuale nel turismo del futuro. Nuove forme di consapevolezza socio ambientale, le tendenze economico-demografiche in atto nel presente stanno già modificando il fenomeno del turismo. La realtà virtuale può essere un valido aiuto ed un supporto per la sostenibilità delle città e dei luoghi turistici tout court. Questo, chiaramente, suppone un cambiamento radicale del concetto di viaggio: possiamo pensare a pacchetti turistici che non comportino uno spostamento reale. Si parla di integrazioni di presenza psicologica, interattività, immersione in nuovi volumi di realtà abilitati dalla realtà virtuale.

Sessione 10 - Scuola e futuro

L’esplorazione di mondi attraverso l'invenzione di oggetti: il design fiction - di Gloria Puppi

Inventare qualcosa che ancora non esiste: progettare un oggetto del prossimo futuro. Venticinque ragazzi dell’Istituto Europeo di Design di Torino eterogeneamente composti, hanno creato insieme a Novus Lab capofila dell’esperimento, cinque oggetti di design fiction collocati nel 2050, partendo dal concept fino ad arrivare alla prototipazione della loro idea. L’obiettivo del laboratorio è stato quello di abilitare gli studenti ad una critica cosciente sui vari aspetti del mondo odierno e attivare una riflessione sulle tecnologie esponenziali, sviluppando la loro creatività, il pensiero laterale, alimentando una consapevolezza dello Zeitgeist e ipotizzando scenari futuri possibili e probabili, identificando quelli desiderabili.

Perché proprio un oggetto?  Un artefatto racchiude tutte le regole che la comunità istituisce: dall’oggetto si può ricavare la storia della società in cui è collocato, le relazioni tra gli individui, o semplicemente una narrazione ludica. Il dispositivo, qualunque esso sia, si trasforma da strumento a oggetto culturale. 

Ricomincio da me - di Stefania Rubatto e Antonella Di Sessa

E’ un progetto interistituzionale di Orientamento rivolto agli studenti di 14 scuole Secondarie di I grado dei tre ambiti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Nato da una sinergia con gli Enti locali, Camera di Commercio, Consorzi dei servizi sociali, Parrocchie, Associazioni, Enti di formazione e cofinanziato da Fondazione Comunitaria VCO e dal Centro Commerciale “Le Isole” di Gravellona Toce ha previsto due tipi di azioni: formative per alunni, docenti e famiglie, laboratoriali. 
Il progetto è stato svolto in collaborazione con le maggiori Aziende del territorio (Giardini di Villa Taranto, Grand hotel Majestic, Hotel Dino, Novacoop, Alessi, Azienda agricola di Montrigiasco) e Enti di alta formazione (Skopia-laboratori di futuro; Fondazione Istud-laboratorio di business game). La finalità è quella di strutturare un Sistema di Orientamento efficace e integrato nei percorsi di apprendimento per stimolare negli alunni il pensiero strategico e prospettico, l’orientamento ai bisogni e la visione sistemica. 

La scuola del futuro, oggi - di Chiara Burberi

Lo studioè un’attività stagionale, lo mostra anche Google, con le ricerche delle parole chiave legate ai mesi della scuola. L’apprendimento invece, lo sperimentiamo continuamente, è un’attività costante della nostra natura umana: la storia ci insegna che si impara (e si capiscono i concetti) solo per puro piacere, giocando o per necessità, non per dovere. Sicuramente non memorizzando, ma attraverso l’esperienza diretta.  Redooc.com nasce da questi presupposti, è una piattaforma di didattica digitale per scuole e famiglie, dalla Primaria all’Università, che offre una palestra per l’apprendimento motivante di matematica, italiano, fisica, educazione finanziaria, ... in continuo ampliamento. 

L’obiettivo è stato ed è quello di permettere a insegnanti, genitori e studenti) di trovare i propri modi per insegnare, supportare e imparare, grazie all’integrazione tra tecnologia e carta attraverso quiz, video, esercizi interattivi completi di spiegazione e funzionalità varie a supporto di un apprendimento in cui il discente diventa attore, co-partecipa e co-crea il suo livello di apprendimento. Redooc.com segue non solo le logiche dei giochi online (livelli di difficoltà, classifiche, gare, avatar e diplomi) ma anche il principio di accessibilità grazie alla possibilità di scegliere il carattere con cui leggere, supporti audio, mappe mentali, schemi e tabelle. 
“Siamo tutti BES” (Bisogni Educativi Speciali)”.